E-commerce, effetto Covid. In Italia 1,3 milioni di nuovi consumatori.

E-commerce, effetto Covid. In Italia 1,3 milioni di nuovi consumatori.
27 maggio 2020

Stando alle stime, la crescita dell’E-commerce quest’anno lieviterà fino a +55% a livello mondiale. E se è vero che diversi settori, come quello del fashion & lifestyle, sono stati colpiti più duramente di altri, il 77% dei venditori online ha dichiarato di aver acquisito nuovi clienti già nelle prime due settimane dall’inizio delle restrizioni messe in atto dal governo per contrastare la diffusione del virus.

Ci si aspetta che per la prima volta dopo diversi anni, la percentuale di crescita delle vendite e-commerce registri un incremento notevolmente superiore al +15% degli ultimi anni.
Che uno vero e proprio tzunami si fosse abbattuto sui consumi, soprattutto alimentari, è stato evidente sin dall’inizio dell’emergenza causata dal diffondersi del Covid-19. Ma altrettanto evidente è apparso subito il ruolo che avrebbero ricoperto i servizi di e-commerce dei cosiddetti pure player così come, soprattutto, il retail tradizionale, entrambi presi d’assalto negli ultimi due mesi e messi a dura prova.
Secondo Salesforce, le performance nel primo trimestre 2020 hanno superato quelle della stagione dello shopping natalizio 2019 con un +20% sui ricavi (Fig1). E si prevede che la crescente adozione del digitale continuerà anche quando i consumatori ritorneranno a una situazione di acquisti in presenza.
 
E secondo uno studio di Netcomm c’è anche un numero che ben quantifica l’esplosione di questo canale: 2 milioni. È quello dei nuovi e-shopper che da inizio 2020 hanno iniziato ad acquistare prodotti on line, 1,3 milioni dei quali sono da attribuirsi proprio all’emergenza sanitaria causata dal Covid-19. Fig4.
A fare il punto del situazione di un settore che da anni è in crescita, ma che negli ultimi mesi ha probabilmente subito un’accelerazione pari a quella di 10 anni, è stata NetComm, il Consorzio del commercio digitale italiano, che nei giorni scorsi, davanti a più di 2000 persone collegate on line,  ha inaugurato la due giorni del suo Netcomm Forum Live con un’articolata agenda di workshop e seminari on line.
 
È l’Ecommerce il settore che crescerà di più (fino a +55%) a livello mondiale con l’impatto del Covid-19, seguito da modern food retail (fino a +23%) e vendita all’ingrosso di prodotti farmaceutici (fino a +15%). Fig2.
Stiamo assistendo a un’evoluzione inaspettata dei modelli di consumo degli italiani. A cambiare in tempi record sono state soprattutto le modalità di spedizione e di consegna.
 
Il Click&Collect, ovvero la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio da parte del cliente, ha registrato una crescita del +349%(Fig3) e ci aspettiamo che nei prossimi mesi diventerà un’abitudine sempre più consolidata.
Un modello che ha preso piede in Italia in questi quasi due mesi di lockdown è il proximity commerce, che permette l’integrazione tra i grandi player del commercio elettronico e i piccoli negozianti, i quali, grazie alla logistica e alle piattaforme di delivery, possono raggiungere i clienti residenti nelle zone limitrofe. Si tratta di un servizio che ha finalmente raggiunto cittadine e piccoli centri abitati.
“Forse ci avremmo impiegato due o tre anni per avere questo incremento in una situazione normale” ha evidenziato Liscia, presidente di Netcomm.
 
A crescere, da fine Febbraio a metà Aprile, sono stati settori considerati emergenti nell’online, come ad esempio il pet care (+154%), i prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93), nonché l’alimentare con una grande performance da parte dei cibi freschi e confezionati (+130%). Un comparto, quest’ultimo, che in 8 settimane è salito quasi la metà di quanto ha fatto in tutto il 2019. 
Tuttavia, emerge che la tendenza a una logica omnicanale è ancora molto bassa, come basso rimane il livello di gestione smart dei negozi tramite app che consentano ai consumatori di localizzare lo store più vicino, pagare, ricevere sconti e programmi fedeltà. Dall’analisi condotta da Netcomm su circa 280 insegne di diversi settori, che rappresentano circa 46.000 punti vendita, risulta infatti che solo il 79% possiede un canale eCommerce attivo e solo il 37% è abilitato al ritiro o al reso in store di prodotti acquistati online.
 
In questi giorni di emergenza sono tante le domande che ci poniamo sugli effetti e sulle mutazioni che ci attendono nel mondo del commercio.
Tra le poche certezze c’è la vicinanza, la dipendenza che i canali online e fisico hanno dimostrato con forza in questo momento difficile. Durante il lockdown, il digitale per tanti ha rappresentato l’unica (e preziosa) occasione per mantenere viva una relazione con i propri consumatori. Per altri l’e-commerce è stato motore di crescita esponenziale delle vendite, ma le operations hanno dettato con violenza i ritmi e soprattutto hanno imposto i limiti.
Quando avremo lasciato alle spalle questa crisi, l’e-commerce svolgerà un ruolo indispensabile per la ripresa del commercio e dei consumi: come individui cercheremo una nuova normalità, sicuramente più digitale. Una sfida importante per il nostro Retail.
Per non restare indietro, le aziende dovranno cominciare a capire seriamente il nuovo comportamento di acquisto dei consumatori, nel mix on e off line, e adeguarsi dotandosi di tecnologia e competenze per poter evolvere il rapporto con loro.
 
L’omnicanalità è un obbiettivo a cui tendere, ma in questo momento per molte aziende presiedere in maniera consapevole, disciplinata e funzionale al business modelin, il canale vendita online è già un primo importante steep.
E secondo Gartner, l’intelligenza artificiale è la tecnologia che avrà il maggior impatto, soprattutto elaborando i Big Data aziendali (fidelity, CRM, dati del sito web, social, comportamentali tramite app e mobile, etc).
La possibilità ad esempio di fare analisi predittive, aggregando e interpretando rapidamente tutti i dati raccolti in ogni momento della relazione con il cliente, consente di anticipare i bisogni di un consumatore. Per questo, l’Intelligenza Artificiale può rappresentare la tecnologia chiave per spingere la competitività delle aziende in un mercato in continua evoluzione.
Infine la logistica. Magazzini, centri di smistamento, hub logistici. Il mondo della logistica sta cambiando pelle, rapidamente, verso una sfaccettatura di centri che si distribuiscono lungo tutta la catena del consumo.
Più e-commerce, più necessità di spazi «last mile» ai bordi delle città e «urban warehouse» in centro, per la consegna delle merci a casa degli acquirenti. Tutti ad inseguire Amazon (boom per i ricavi e pubblicità in crescita del 40% nel 1° trimestre 2020).

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