Smart Home 2019. Il mercato Italia supera i 500 milioni di €

Smart Home 2019. Il mercato Italia supera i 500 milioni di €
07 aprile 2020
Cresce il mercato italiano della Smart Home nel 2019 raggiungendo un valore di 530 milioni di euro, corrispondenti a 8,8 €/abitante, con un aumento del 40% rispetto al 2018. Oltre il 60% del mercato è coperto da: dispositivi di sicurezza, smart home speaker ed elettrodomestici.
Sono alcuni dei risultati della ricerca sulla Smart Home dell'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano presentata lo scorso 18 febbraio. Si tratta di un eccellente risultato, con un incremento percentuale allineato a quello dei principali Paesi occidentali. In termini assoluti, il nostro Paese resta però distaccato da altre realtà come la Germania (2,5 miliardi di euro, +38% rispetto al 2018, 30,2 €/abitante), il Regno Unito (2,5 miliardi di euro, +47%, 37,6 €/abitante) e la Francia (1,1 miliardi di euro, +37%, 16,4 €/abitante) mentre risulta essenzialmente allineato alla Spagna (420 milioni di euro, +40%, 9 €/abitante).
 
Le soluzioni per la sicurezza si confermano al primo posto in termini di quote di mercato, con un valore di 150 milioni di euro, pari al 28% della spesa (+15% nel 2019). In seconda posizione, gli smart home speaker e gli altri dispositivi IoT per la casa connessa; in terza posizione gli elettrodomestici di cui sempre più utenti usano le funzionalità smart.
Subito dietro al podio si posizionano le caldaie, i termostati e i condizionatori connessi per la gestione del riscaldamento e della climatizzazione, che beneficiano della progressiva integrazione con gli assistenti vocali, dell’offerta di servizi legati alla manutenzione e della possibilità di aumentare risparmio energetico e comodità, con un valore complessivo di 65 milioni di €  (il 12% del mercato, +44%).
Seguono le casse audio (50 milioni di €, 9%) e le lampadine connesse (35 milioni di €, 7%), spinte dalle offerte che ne prevedono la vendita insieme agli smart home speaker.
 
Oltre alla crescita quantitativa, un segnale che si può interpretare molto positivamente è il fatto che l’offerta stia maturando in termini qualitativi. Sempre più aziende stanno lavorando al lancio di nuovi servizi per la Smart Home da presentare al consumatore. Gli esempi sono molteplici e spaziano dal pronto intervento offerto dalle ditte di vigilanza in caso di tentativo di infrazione alla possibilità di migliorare l’assistenza degli anziani, fino al riordino automatico dei prodotti di cui si stanno esaurendo le scorte link.
 
La filiera tradizionale, composta da produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori, mantiene un ruolo rilevante (39%), ma perde quote di mercato.
In particolare, perdono quote di mercato i tradizionali canali di vendita, che ancora riescono a cogliere solo in parte le opportunità offerte dalle nuove soluzioni, a vantaggio di retailer online e multicanale, che ormai coprono quasi il 50% del mercato.
Si segnalano invece i primi casi interessanti di distributori che hanno dato vita a veri e propri showroom dedicati alla Smart Home, che possono essere utilizzati per fare formazione sul tema verso gli installatori.
A trainare il mercato negli ultimi dodici mesi sono infatti gli eRetailer (150 milioni di euro, +90%) e i retailer multicanale (100 milioni, +39%), che sulla spinta delle vendite degli assistenti vocali raggiungono complessivamente un valore di 250 milioni di euro, pari al 47% del mercato.
 
La Smart Home è nota ai consumatori italiani: il 68% del campione intervistato dall’Osservatorio ha sentito parlare di casa intelligente almeno una volta (+9% sul 2018), il 68% conosce il termine Smart Home, con percentuali che salgono rispettivamente al 77% e al 65% fra gli utenti con meno di 35 anni.
Tra gli oggetti smart più diffusi: sensori per porte e finestre (presenti nelle case del 16% del campione), telecamere (15%), altoparlanti e casse audio (14%), videocitofoni e serrature (12%), soluzioni per il riscaldamento (9%), assistenti vocali (8%), lampadine (8%), grandi elettrodomestici (7%) e caldaie (6%).
Cresce anche il numero di consumatori in grado di installare in autonomia gli oggetti smart acquistati, senza l’aiuto di un professionista (64% dei rispondenti, +10% rispetto al 2018),  e l’utilizzo delle funzionalità smart da parte degli utenti (65%, +7%).
 
In definitiva, i dati raccolti dall’Osservatorio Internet of Things mostrano un mercato della Smart Home in continua evoluzione anche nel nostro Paese. Le prospettive sono ottime. Restano tuttavia spazi di miglioramento per allinearsi ad altre realtà internazionali, puntando sempre di più sui servizi e sul superamento delle rimanenti resistenze da parte dei consumatori, nonché un allineamento da parte dei canali tradizionali (grossisti e installatori) a questa realtà che può rappresentare un volano importante di crescita.

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